giovedì 4 febbraio 2010

Crisi, in aumento del 305% i metalmeccanici colpiti

Con 108.537 lavoratori sospesi negli ultimi sei mesi e un incremento allarmante della cassa integrazione straordinaria, non si allenta la morsa della crisi sull’industria metalmeccanica lombarda. Nell’ultimo anno sono cresciute del 545% le aziende in difficoltà (8.366 nel 2009 contro le 1.298 del 2008) e del 305% il numero dei lavoratori coinvolti (246.326 contro i 60.800 del 2008). E’ quanto emerge dal 27° Rapporto semestrale dell’Osservatorio regionale sulla crisi e occupazione della Fim Lombardia, presentato oggi a Milano. Nel periodo 1° luglio-31 dicembre 2009 sono state interessate dalle crisi 3.954 aziende (contro le 4.412 del semestre precedente), con 147.729 addetti (174.605 precedenti), con un totale di 108.537 lavoratori direttamente colpiti dalla crisi (137.989 i precedenti). E’ solo apparente però la leggera flessione semestrale, perché invece il raffronto del 2009 rispetto al 2008 mostra la crisi in tutta la sua crudezza: sono cresciute del 545% le aziende in difficoltà, del 305% i lavoratori coinvolti. "Nel settore si continua a registrare una situazione molto preoccupante di fermo produttivo - afferma Nicola Alberta, segretario generale Fim Cisl Lombardia - di utilizzo diffuso della cassa integrazione e di accentuazione del rischio occupazione per migliaia di lavoratori". "I segnali di allarme del 2008 si sono purtroppo concretizzati in entità e generalizzazione ai diversi settori, manifestando oggi tutta la gravità della crisi - aggiunge -. Occorre difendere e rilanciare il sistema industriale, con politiche pubbliche di sostegno agli investimenti e all’accesso al credito, oltre a sostenere l’occupazione generalizzando i contratti di solidarietà e attuando politiche attive del lavoro e della riqualificazione".

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